222 MiniSolo… volti nuovi e ottime premesse

9 maggio, 2018
222 MiniSolo… volti nuovi e ottime premesse

Sanremo Mini Solo 2008.

Una ventina di concorrenti a quella che era, di fatto, la prima regata  in solitario mai organizzata in Italia, grazie all’intuizione dell’allora presidente della Classe, Gianluca Pantuso. Mancano 5 minuti alla partenza ed i VHF vibrano per le parole di Andrea Caracci: “ragazzi,non fateci fare brutte figure col Circolo Organizzatore, avvicinatevi alla linea di partenza, diamine! In effetti a parte il suo Manuard ed un paio di concorrenti, tutti gli altri, me compreso, caracollavano impietriti nei 15 nodi di levante, a quasi mezzo miglio dalla boa di partenza!

Che differenza da allora… e che evoluzione ha avuto il movimento!

Avete visto le immagini della partenza della 222?
Linea tagliata sul filo dei secondi e molti spi armati, nella tramontana in rinforzo, già durante il lato di disimpegno in bolina. Davvero tutta un’altra storia.

Provate a passare in rassegna gli elenchi degli iscritti: è raro trovare barche su cui non sia impegnato, anche come co-skipper, un velista che non sia un derivista accanito, un comandante o un marinaio di barche da diporto e no, un attrezzista o un’istruttore di vela.
I dilettanti non sono, per fortuna, del tutto tagliati fuori, ma l’asticella è stata posta ben più in alto.

Era inevitabile che accadesse e non c’era altra strada per ridurre il gap coi sempre citati cugini d’oltralpe.
Su tre regate due, l’Arci ed il GPI, si sono svolte in condizioni ben più che Atlantiche ed alla 222, pur se accorciata e resa lenta da venti erratici, sono bastate le ultime miglia per diventare anch’essa fonte di ricordi forti… per qualcuno quasi drammatici.

Del resto l’alta percentuale di ritiri in tutte e tre le regate sta lì a significare con forza che stiamo parlando di uno sport che ci mette un attimo a diventare duro spietato e financo pericoloso… da preparare con tutte le cure del caso insomma.

Le facce nuove sono così tante che farei di sicuro torto a qualcuno se cercassi di elencarli tutti.

Mi permetto una sola, sacrosanta citazione: Matteo Sericano che a soli venti anni ha vinto due regate su tre, tra cui la solitaria ed al GPI ha spinto uno Zero a velocità inusuali per quel modello, in quelle condizioni. Speriamo vivamente che trovi a breve chi crede in lui. Forse per la 2019 potrebbe essere un pò tardi, ma di sicuro l’età gioca a suo favore per programmi a più ampio respiro.

Se nel Med vele ridotte e perfino le Tormentine l’hanno fatta da padrone, in Atlantico si sono goduti un’inizio di stagione caratterizzato da regimi sostanzialmente deboli. Noi non potevamo sperare di meglio col fantastico debutto di Ambrogio Beccaria che ha subito pestato i pugni sul tavolo con quelli della nuova generazione francese e con la prova dignitosissima di Federico Cuciuc, che ha portato benissimo all’arrivo il suo nuovo, meraviglioso ma complicatissimo rompicapo di 667, con solo due uscite all’attivo.

Due prove bastano già a capire qualcosa di più nel marasma dei tantissimi nomi nuovi, tutti Carneadi per noi, che navigano su barche nuove o hanno appena acquistato quelle del biennio precedente.
Valentin Gautier, il vincitore della prima tappa nei Serie nel 2017, è rimasto nella Classe ed è ancora assolutamente in palla.
Chi vorrà vincere a Les Sables dovrà  fare i conti con lui.

Se vinci la prima ed arrivi secondo nella solitaria… beh allora non sei li per caso, ed è quello che è successo ad Amelie Grassi.
Che Clarisse abbia già un’erede?
Lipinsky riderà sotto i baffi!

Lui in due anni non ha perso una sola  regata ed 865 nelle mani del nuovo Skipper, Jambou le ha buscate dall’ 800 di Erwan Le Mené per ben due volte… Che belli saranno i prossimi due mesi con le rivincite che ci aspettano!

Intanto mancano solo pochi giorni alla due solitarie di 500 miglia che caratterizzerannoi due bacini, rispettivamente la Min en May in Atlantico, e la MiniMed a Marsiglia.

Italiani a GoGo.

Ambrogio e Federico perfezioneranno nella prima il loro avvicinamento alla SAS a cui sono già iscritti mentre a Marsiglia gli Italiani potrebbero essere addiritura sei o sette, ma avremo modo di riparlarne con calma.
E bravo il biondino terribile!

Erwan le Draulec, il vincitore della Transat 2017 tra i Serie non si è fatto intimorire dai tenori della Classe Figarò.

In classifica della AG2R staziona “solo “appena oltre il decimo posto, ma ha stampato il record ASSOLUTO di percorrenza nelle 24 ore, con 339 miglia.

E non è che nel corso degli ultimi 14 anni non ci abbia provato nessuno!

2003: Manuard sta per vincere la MiniTransat ma ad 80 miglia dall’arrivo disalbera.

Vince al suo posto Armel Tripon ed ora, dopo 15 anni le loro strade si rincrociano per una bella storia.

Manuard sarà il progettista del nuovo 60 su cui Armel inizierà l’anno prossimo la sua campagna per la Vendée.

E da noi le stelle stanno a guardare…

 

 

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