MT2017: Un po’ di considerazioni

1 dicembre, 2017
MT2017: Un po’ di considerazioni

di: Stefano Paltrinieri

 

Pare ieri che ci si arrovellava per intravederne i contorni agonistici futuri… ed è già terminata!

Bella la MiniTransat 2017, col suo enorme carico di felicità, delusioni, drammi grandi e piccoli… insomma assolutamente all’altezza dell’Epopea che attendiamo con ansia ogni due anni.

Mi pare che le penne che ci si sono dedicate a commentarla  siano state abbastanza numerose ed all’altezza del compito, pertanto non aggiungo la mia voce per intonare l’ennesimo complimento a chi è andato bene tra gli italiani o a consolare chi ha delle fondate recriminazioni.

Mi vorrei limitare a qualche considerazione generale, così, a braccio, sugli spunti che hanno animato i miei ultimi due mesi da tifoso.

Le prue tonde

Beh, è li da vedere: i tondoloni hanno monopolizzato le prime tre posizioni del podio e sarebbero bastate 10 barrette ed un litro di benzina in più per indurre Andrea Fornaro ad una cappa in meno nella prima tappa, per poter dormire, ed i 10 minuti (sic!) che lo hanno separato dal quarto posto di Piperol sarebbero di sicuro evaporati.

Personalmente sono convinto che se le barrette fossero state 20 ed i litri di benza due il nostro avrebbe avuto la lucidità per  potersi giocare con Koster il terzo posto assoluto ma qui entriamo nella fantavela.

Forse il povero Erwan Le Menè avrebbe potuto inserire il suo 800 tra i primi, rompendo il loro predominio assoluto, ma si tratterebbe della classica eccezione che conferma la regola.

In futuro saranno sempre di più ed è già circolato il bel disegno di nientemeno che Finot per Max Salle.

Foil

Se lo dice Quentyn Vlaminck che non vanno bene per i Mini gli possiamo credere!

Pare che con mare disordinato, cioè quello che si ha quasi sempre in Oceano, siano inutilizzabili per la leggererza della barca e la difficoltà a farli rendere al massimo in solitario, cotti perennemente come si è. Eppure verranno riproposti: il suddetto Finot ne sarebbe provvisto ed anche 934 di Reichers non li avrebbe montati questa volta solo per mancanza di tempo. Da rivedere.


P3

è una barca bagnatissima, invivibile in Oceano, non fatta per gli alisei e dovevo sempre stare con la stagna

Questa frase non è stata proferita da un perdente cronico in vena di recriminazioni… ma dal quarto arrivato, vincitore della Azzorre 2016, Tanguy Bourullec!

Papà Christophe, produttore (!) della barca in quanto titolare di Structures, forse non avrà gradito l’uscita del rampollo, registrata a caldo ma di sicuro è stato messo il dito nella piaga.

Ricordo che anche Anna Corbella aveva registrato qualche osservazione simile e, astutamente, David Raison, nel magnificare le qualità del suo Maxi, la nuova barca di Serie che entrerà in produzione nel 2018 con le linee riprese da 747 ed 865, ha sottolineato, oltre che le prestazioni al “debridè” anche la comodità e l’ergonomia dedicate a rendere migliore la vita allo skipper.

Fa un pò specie parlare di spruzzi discertando di una barca che ha piazzato nove modelli nei primi 10 posti ma vogliamo ragionare in termini di fattibilità futura.

Nel 2013 i Nacira spopolarono il podio ed ora, solo due edizioni dopo, il primo è diciottesimo.

Due anni fa gli Ofcet si piazzarono primo e secondo e sembrano mille anni…

Chissà se il P3 cannibalizzerà le classifiche per 9 anni come  il P2.

Arriva  il Maxi di Raison… Fornaro si è sbilanciato su di un progetto di Bertrand ed in Italia sta avanzando la costruzione del primo esemplare del  Serie di Oris D’Ubaldo… Che bello il mondo dei mini!


Ed i P2 ?

Chiaro che stiamo parlando di un modello che sta vivendo il suo crepuscolo, almeno dal punto di vista dei risultati TOP, ma si tratta di un declino assai lento e dignitosissimo.

Lasciamo stare la performance del Bogi, che ci si arrabbia ancora solo a pensarci un’attimo, ma ad un certo punto della seconda tappa, quella più autentica dal punto di vista tecnico, prima dell’incidente al timone di Elodie Pedron, c’erano cinque P2 tra il decimo ed il ventesimo. Notiamo che gli Ofcet erano rappresentati nella stessa proporzione!


Centri di allenamento

La lotta tra Lorient e Concarneau è stata titanica.

Certo, la legge dei numeri era tutta a favore della corazzata di Tanguy Leglatin, coach di Lorient Grand Large, che, oltretutto, ha avuto la ventura di incappare in due fuoriclasse assoluti, di quelli che ne nasce uno ogni… come Erwan Le Draulec e Clarisse Cremer.

Tuttavia Bourullec, Dolan e Chedeville hanno reso loro la vita durissima.

Mi sarei atteso un pò di più dal gruppo di Barcellona

Qualità dei trainer e della location, severità delle condizioni meteo mediamente affrontate, affiatamento del gruppo speravo avrebbero sortito classifiche più eclatanti ed invece il migliore del lotto è stato il nostro Andrea Pendibene, col suo dignitosissimo ventesimo posto. Comunque Anna ci riprova con una nuova nidiata e già circolano le foto delle prime uscite: il 2019 è dopodomani!


Le ragazze

Nel 2015 tutti avevano deplorato la mancanza di rappresentanti del gentil sesso, francesi per primi, e mi pare che la corsa ai ripari sia stata tempestiva e devastante.

Clarisse a parte, anche Nolwen Caze, Estelle Greck ed Elodie Pedron hanno stazionato a lungo tra i primi 20, mentre Camille Taque si è distinta nei Proto.

Perfino Lina Ritgens, che ricordavo in grande affanno, sovrappeso, a Barcellona giusto un anno fa, ha stampato una seconda tappa regolarissima, sempre tra il 32mo ed il 36mo posto.

Come ha fatto? Da gennaio si è messa in aspettativa trasferendosi de facto a Lorient per allenarsi con “Tic Tac ” Leglatin… e siamo sempre lì !

Ora basta con gli sproloqui, tiriamo il fiato ed attendiamo il Nautic dove verrà reso noto il calendario 2018 e le nuove specifiche della Guida Mini, che speriamo meno invasive e costose possibili!

Stay tuned…

 

 

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