MiniFastnet: ottimi gli italiani

3 luglio, 2017
MiniFastnet: ottimi gli italiani

di: Stefano Paltrinieri

Ho corso una regata,
in cui anche una barca arrivata oltre la metà gruppo, come quella su cui ho gareggiato, ha coperto le 600 miglia nautiche del percorso in poco più di 4 giorni, a più di 6 nodi di media.

Ho corso una regata,
in cui partivano 72 barche, e questo vuol dire 144 ministi, tra cui un Campione Mondiale Star, due reduci dalla Vendée, un piazzato stabile tra i 5 alla Figarò, numerosi preparatori di Team di punta, in veste di armatori, un reduce della Transat dell’83, Federic  Guerin, tra l’altro uno dei primi ad attraversare l’Atlantico a remi ed a dividere birra e ciacole con questo ben di Dio anche armatori “bizut” tra i mini, come Andrea Pawlosky, che ha acquistato il Ginto su cui ha invitato Cuciuc solo una settimana prima della partenza.

Ho corso una regata,
in cui, alla fine, ho effettuato meno manovre di quelle che faccio in una normale sessione di allenamento gionaliera, da tanto che il vento è stato meravigliosamente stabile.

Ho corso una regata
in cui abbiamo goduto di sole praticamente tutti i 5 giorni della vigilia ed i due del dopo gara, in un posto in cui non è assolutamente scontato!

Ho appena corso il MiniFastnet!

Dopo l’esperienza del 2013 con Davide Lusso avevo deciso che quattro edizioni bastassero a stampare un bel curriculum… ma lo scorso autunno Massimo Ciccarelli ha gettato l’amo e… non ho saputo resistere, ho abboccato e gliene sarò sempre grato.

Alla Cornucopia di cui sopra aggiungiamo il fatto che l’edizione 2017 ha visto partire un bel gruppetto di italiani. Ai capannelli di spagnoli, slavi, anglosassoni e, ovviamente, francesi, che tempestavano le banchine si aggiungevano anche quelli in cui si discertava di correnti, rigging meteo e quant’altro anche nella lingua di Dante. Non da poco!
Non abbiamo fatto da figuranti, caratterizzando tutti i livelli della classifica ma anche e soprattutto, quelli più alti.

Andrea Fornaro, sempre spalleggiato da Oliver Bravo de Laguna è stato appesantito da una vigilia tribolatissima, l’ennesima di questa stagione per lui.

Morto il furgone di traino nel viaggio dalla Polonia, pessima la macchina trovata in sostituzione, faticoso il montaggio del Proto all’antivigilia della regata, il tutto col fiato sul collo dei controlli di stazza, inflitti con inflessibile durezza… da stroncare un toro!

Una notte di riposo ed il toscano è partito per una edizione che lo ha visto costantamente agli avamposti.

Certo 865 pare ancora di un’altro pianeta ma le buone sensazioni incamerate in alcune andature molto larghe lo pongono tra i papabili pretendenti al podio questo autunno.

 

Ambrogio Beccaria ormai non è più una speranza ma una certezza.
Già è bravo di suo, spalleggiato poi da un’altro fenomeno come Alberto Riva, si è incuneato tra i numerosi P3 come una lama nel burro.

La facilità con cui ne ha ridicolizzato qualcuno in poppa piena e vento medio leggero, può far sognare su cosa potrebbe accadere quando le regate prenderanno una piega diversa dalle corse per cavalli scatenati al traverso, viste fino a questo punto della stagione.

Jolly Roger di Ceccarelli-Paltrinieri, partito benissimo, ha sofferto nella prima notte, probabilmente per una errata distribuzione dei pesi nel traverso a 15 nodi. Niente di drammatico, ma a questi livelli non si possono concedere a chicchessia anche cinque centesini di nodo.

Perso per un soffio il treno del gruppo di riferimento nell’unico passaggio a livello tattico del percorso, la Cornovaglia, hanno poi fatto una gara ad inseguimento a cronometro, sempre condotta al massimo ed alla fine coronata da qualche bel riaggancio.

Se queste erano le tre barche battenti bandiera tricolore, bene hanno fatto anche i connazionali invitati come co-skipper.

Alessandro Torresani, ha contribuito al bel sesto posto del ritrovato (era ora!) 787, Federico Fornaro, al quale qualche chiletto in più non ha tolto la verve nautica, ha espresso un felicissimo ritorno sul P3 nuovo di pacca di James Shead, con il quale lo rivedremo alle regate italiane del 2018. Federico Cuciuc ha dimostrato adattabilità  e modestia, (lui, Campione Italiano Serie) mettendosi in discussione su di un Ginto che non poteva non esprimere tutte le pecche di una preparazione eseguita in pochi giorni.
C’è poco da fare: il centro dell’Impero è qua.

Noi siamo una felicissima e decentrata provincia, che gode di buona autonomia e di un mare bellissimo e capriccioso… ma il mio consiglio per gli Armatori italiani è quello di mettere, prima o poi, nella loro carriera il naso da quest’altra parte, così densa di stimoli.

Mentre ci si azzuffava nel Mar Celtico a colpi di traversoni corsi con vento tra i 12 ed i 25 nodi, in Mediterraneo hanno avuto luogo le ultime tre regate della stagione.

L’alta pressione l’ha fatta da padrone dappertutto, in linea con la tendenza di tutte le regate del 2017, obbligando i concorrenti a giocare di fioretto e pazienza.

Nel nuovissimo Trofeo Bianchetti, onorato da ben nove barche al via, il padrone di casa Matteo Rusticali ha concluso vincendo la sua ultima regata pre-Transat e d’ora in poi saranno solo allenamenti e messa a punto della nuova elettronica. Forza Matteo!

La 151, altra bella novità, ha visto lo strapotere dell’Argo di Davide Lusso a suggello di una stagione che, da solo o con Valentina Fissore, lo ha  visto sfiorare il podio in ogni regata. Bravo VicePresidente!

La Giraglia, in evidente crisi di concomitanza con la regata di cui sopra ha visto meno barche al via rispetto al 2016, ma tutte di ottima qualità, imperniandosi il gruppo su quello di ottimo livello di stanza a Genova Aeroporto.

Ernesto Moresino termina una stagione corsa fin’ora un pò in affanno con una zampata delle sue, controllando in ogni fase della regata la muta dei pur velocissimi inseguitori. Brava la Vecchia Guardia!

 

Ed ora si tira un pò il fiato, in quanto manca praticamente un mese all’ultima regata”normale ” della stagione, la Transgascogne, l’ultimo test “grand nature” per gli iscritti alla MiniTransat.

Speriamo di poter fare ancora il tifo per qualcuno dei nostri…

 

Related Posts