Mauro Bossi: leggenda dimenticata

23 febbraio, 2015 Commenti disabilitati su Mauro Bossi: leggenda dimenticata
Mauro Bossi: leggenda dimenticata
Mauro Bossi, una leggenda dimenticata

di: Ettore Dottori

Sono passati più di 25 anni dal giorno in cui Mauro arrivò a Concarneau con la sua Naima per prendere parte alla Minitransat del 1989.
Era venerdì o sabato, non ricordo con precisione.

Lui era partito da Rapallo, ma non con un carrello al traino con sopra la barca come fan tutti… ma navigando giù per il Mediterraneo, passando lo stretto di Gibilterra, risalendo le coste portoghesi e attraversando il Golfo di Guascogna e arrivando giusto in tempo… perchè la domenica c’era la partenza della Minitransat!

Mauro non era tipo da scoraggiarsi, noi eravamo ormai pronti a mollare gli ormeggi per andare sulla linea di partenza; lui si fece qualche ora di sonno, qualche riparazione alla barca, un pò di cambusa fresca, e quando Jean Luc Garnier (l’organizzatore della regata) gli disse “Bonjour Maurò…Ca và?…Tu as tout?”… Mauro riprese il mare solamente con qualche ora di differita dietro di noi. Provate ad immaginare che differenza con i giorni nostri!!

La sua barca non era veloce, ma era robusta, se l’era progettata e costruita da solo in compensato marino ed era molto bella… all’epoca non c’erano tanti fronzoli per andare per mare nè tantomeno per andare a fare una MiniTransat.
Non ebbi tanto tempo per conoscere Mauro al suo arrivo a Concarneau, ma una volta arrivati in Martinica ebbi modo di apprezzare il suo grande entusiasmo e la sua gioia per aver realizzato una parte del suo sogno… e già, perche era solo una parte…

Passammo qualche giorno insieme, lui era equipaggiato di bombole da sub, e fu proprio Mauro che mi iniziò alla pratica delle immersioni subacquee nelle acque cristalline della Martinica… ( scherzi del destino). Non sapevo ancora delle sue intenzioni, e quando gli chiesi come avrebbe fatto per far rientrare la sua barca in Italia, mi disse: “semplice, ci torno a vela! “… e si metteva a suonare il suo inseparabile sax… mentre io facevo i buchi con uno zeppo sulla sabbia guardando lo scoglio du Diamant che era davanti a noi… pensando “questo è matto!”

Mauro percorse 15.000 miglia con il Naima… risali’ il Mar dei Caraibi, approdò negli Stati Uniti (NewYork) e da lì, impensabile per il tipo di barca, anche se robusta e ben costruita, e senza ausilio di nessuna assistenza, nè di alcun pilota, facendo solo navigazione astronomica affrontò le depressioni dell’Atlantico Nord fino in Inghilterra, poi la Francia, di nuovo il Golfo di Guascogna, lo stretto di Gibilterra e approdò finalmente alla vigilia di Natale del 1990 a Rapallo da dove era partito 16 mesi prima.

Ritrovai Mauro qualche tempo dopo in Italia, ci demmo appuntamento a Santa Margherita Ligure in uno dei miei tanti andirivieni tra l’Italia e la Francia, il Naima era in perfetto stato e Mauro in piena forma e con tanti progetti per il futuro. Ebbi anche il piacere di conoscere la sua famiglia, suo padre in particolare in un incontro nella sua casa di Varese.
Poi si sa come va la Vie… dopo quella Minitransat che per me fu una grande avventura umana ma anche una disastrosa avventura dal punto di vista economico, dovetti restare per qualche anno in Francia, e lo persi di vista.

Scherzi del destino dicevo più in alto… eh già… perchè qualche tempo dopo appresi la tragica scomparsa di Mauro, che avvenne durante un’immersione subacquea a Capo Palinuro nel 1994.

La Classe Mini stava nascendo, e mi ricordo che il papà di Mauro affranto, ci contattò perchè voleva donare il Naima al Museo delle Scienze e della Tecnica di Milano, dove attualmente ancora si trova, purtroppo in grave stato di abbandono.
Ho pensato tante volte di ricordare Mauro attraverso la Classe, con un Trofeo a lui dedicato quando ero Presidente, ma amici da ricordare scomparsi in mare ce ne erano e ce ne sono già troppi purtroppo; Andrea Romanelli, Roberto Varinelli… e molti mi avevano sconsigliato… ” La Classe non è un associazione necrologica… sono eventi che possono deprimere troppo la Classe, ecc. ecc..” lo so, comprendo, ma non condivido.

La storia della Classe è cresciuta e si è costruita una reputazione anche attraverso questi nostri amici che hanno perso la vita rincorrendo la loro infinita passione per il mare; per me é un dovere avere in serbo la loro memoria attraverso e dentro la Classe Mini.

La storia di Mauro è sconosciuta alle nuove generazioni di ministi, come credo anche a molti di quelli più anziani, ma è una storia che farebbe bene ricordare e condividere perchè sono le origini, le nostre radici… pionieri coraggiosi di una passione che ci accomuna e veicola attraverso le generazioni di grandi marinai valori universali che, non moriranno mai.

Il Comune di Varese ha organizzato per Giovedì 5 Marzo alle ore 18:00 presso la locale Biblioteca Civica un incontro a ricordo di Mauro Bossi, navigatore solitario, che nel 1989 ha partecipato alla regata transatlantica “Mini Transat” con una barca da lui progettata e costruita.
Nel corso dell’evento verrà presentato il libro:
15.000 MIGLIA IN SOLITARIO (con una barca fatta in casa) – Testi e Foto di Mauro Bossi

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