Il CIVA a Cecina, cos’è e cosa fa

7 giugno, 2016
Il CIVA a Cecina, cos’è e cosa fa

Parte con questo articolo la serie d’interviste dedicate alla scoperta del mondo Mini 6,50; in questa prima parte affronteremo lo scenario italiano secondo il punto di vista dei nostri amici.
In questa prima intervista conosceremo più nel dettaglio il CIVA.
Marco Nannini ci spiega cosa fa e come opera nel panorama italiano della vela d’altura.


D:

Ciao Marco, benvenuto.
Entriamo subito nel vivo della questione: come nasce e cosa è il CIVA?

Il CIVA, Centro Italiano Vela d’Altura, con base al Porto di Cecina in Toscana, e’ la naturale evoluzione del lavoro iniziato nel Golfo di Spezia dopo la Global Ocean Race del 2012 prima col Class40 con cui ho fatto il giro del mondo e in seguito con i Mini 6.50. Il CIVA e’ diventato un polo di aggregazione, formazione e preparazione di armatori, atleti ed appassionati di regate e vela d’altura su barche concepite per questo scopo. In numeri parliamo di oltre 20 armatori di barche da regata e circa 600 soci di cui in media 250 attivi ogni anno.

D:
Ottimo, permettimi una domanda allora.
Leggiamo dei centri di addestramento di Douarnenez, Lorient, La Rochelle.
Vi ispirate a quel modello?

No, il nostro modello e’ diverso. I poli di addestramento francesi sono dedicati ad atleti professionisti o perlomeno velisti che si stiano dedicando ad un progetto sportivo in maniera intensiva, magari in vista di una mini transat, una figaro o altri eventi: velisti di punta che che affinano la loro tecnica. Il CIVA e’ in parte anche questo, ed organizza attivita’ specifiche di perfezionamento, ma il nostro obbiettivo primario e’ quello di allargare la base della grande altura piuttosto che esclusivamente di affilare la punta di una piramide che in Italia purtroppo e’ piuttosto stretta. Dunque, organizziamo attivita’ di iniziazione alla navigazione su barche da regata come i Mini 6.50 e corsi finalizzati alla partecipazione a regate d’altura. Per i nostri armatori di Mini 6.50 organizziamo corsi di perfezionamento finalizzati alla partecipazione alle regate del circuito Classe Mini 6.50.

D:
Allora, come siete strutturati?
E puoi raccontarci di questo famoso “container” dei miracoli?

Una flotta di oltre 20 barche da regata come puoi immaginare richiede interventi di manutenzione quasi continui, a terra abbiamo un container da 40 piedi che per meta’ e’ dedicato allo stoccaggio di vele e per meta’ e’ attrezzato ad officina e magazzino materiali di consumo, dalle cime ai bozzelli, dalle fibre, matt e carbonio a resine, vernici ed attrezzi. Davvero di tutto. Ci sono tanti scaffali e scatole impilate, non si butta niente, e salta sempre fuori un ricambio che risolve la situazione, un sensore, uno spinotto, una vela usata o altra diavoleria, insomma si chiama container dei miracoli per buone ragioni.

D:
Come vanno le cose in Italia?
Vediamo sempre più frequentemente che le regate si aprono ai X2 e X1, tu sei sicuramente uno dei movimenti trainanti. Cosa manca per raggiungere la piena maturità?

Non credo ne’ io ne’ il CIVA siamo elementi trainanti di questo fenomeno, piuttosto siamo una delle possibili espressioni che l’interesse per le regate d’altura in equipaggio ridotto genera, noi rispondiamo offrendo formazione e gli organizzatori delle principali regate italiane rispondono introducendo classifiche per solitari ed equipaggi in doppio. La maturita’ e’ questione di numeri, allargare la base e’ essenziale.

D:
Grazie mille.
Parlando dei risultati in termini sportivi, ci racconti un po’ dei tuoi atleti di punta?

Il CIVA ospita atleti di punta come Ambrogio Beccaria giovane armatore del Mini 6.50 Ambeco Alla Grande e campione italiano in carica in categoria serie che si sta preparando per la Mini Transat 2017 come anche anche Riccardo Giuliano armatore del prototipo Jrata. Il loro percorso atletico e’ iniziato al di fuori del CIVA ma siamo ovviamente lieti di poter contribuire come possiamo al successo dei loro progetti. Ci sono pero’ altri velisti, magari meno noti sui social media che pero’ sono riusciti in breve tempo a realizzare il proprio obbiettivo di partecipare a regate d’altura in generale o del circuito Mini 6.50 in particolare. Per esempio c’e’ il brillante Alberto Riva che ha esordito in solitaria alla 222 ottenendo subito un secondo posto su una barca del CIVA al determinatissimo Luciano di Gregorio che dopo una vita passata in montagna a fare il maestro di sci ora scivola sulle onde del tirreno in Mini… forse sono proprio loro a rappresentare la vera anima del CIVA. Tutti hanno partecipato ai nostri corsi di formazione invernali che spero e credo abbiano contribuito alla loro crescita personale, indipendentemente dal punto di partenza.

D:
Oltre alla Classe Mini Italia, quali altre Classi segui?

Quelle con la randa quadrata! Mini 6.50, Classe 950 e Class40, barche molto simili fra loro per caratteristiche che rappresentano una progressione logica e coerente. Contiamo su un numero che fluttua fra i 15 e i 20 Mini 6.50, un paio di Classe 950, quattro Class40 ed un Figaro. Non esiste altra realta’ simile in Italia, siamo fortunati ad aver trovato una sede nautica come il Porto di Cecina. Oltre alle barche fisicamente presso il CIVA, lavoriamo su molti altri fronti: come esiste una proficua collaborazione con la Classe Mini 6.50 Italiana c’e’ una collaborazione ancora piu’ stretta con la Classe 950 che da quest’anno e’ stata rilanciata con nomi noti del mondo dei Mini, Andrea Pendibene, Maurizio Vettorato e Michele Zambelli e per la quale bollono in pentola molti importanti progetti che dovrebbero vedere un incremento sostanziale della flotta. Sul fronte dei Mini 6.50 il CIVA armera’ e seguira’ il progetto sportivo del primo Mini interamente ecosostenibile e riciclabile curato dalla “Go Sailing for a Change” che verra’ lanciato per prossima stagione. Sul fronte dei Class40 stiamo spingendo affinche’ si raggiunga un peso critico, 5-6 barche tutte insieme, per dare un ulteriore stimolo anche alla presenza italiana in questa classe dall’indubbio fascino ed appeal.

D:
Quante cose!
In sintesi, qualche riferimento e cosa può aspettarsi un’armatore che voglia avere supporto del CIVA per le sue velleità sportive.

Innanzitutto potra’ entrare a far parte di un gruppo di velisti con obbiettivi simili, la possibilita’ di confrontarsi con persone che hanno gia’ realizzato o stanno portando avanti progetti di regate d’altura e’ impagabile. Oltre a questo aspetto, il CIVA puo’ aiutare nella logistica e trattativa per l’acquisto di una barca nonche’ offrirne una a noleggio, organizza attivita’ di formazione che possono andare da un corso di meteorologia ad uno sulla gestione del sonno in regata oppure a sessioni di allenamento di gruppo con un allenatore del calibro di Riccardo Apolloni. Anche il lato economico e’ importante e gli armatori possono ridurre il budget con agevolazioni su ormeggio, lavori e forniture.

D:
Marco, grazie ancora. Vogliamo lasciare qualche riferimento?

Il modo migliore per rimanere al corrente di tutte le nostre attivita’ e’ ovviamente quello di diventare nostro socio o comunque di seguire il nostro sito
www.centroitalianoveladaltura.it ci trovate anche su facebook.
Se volete contattarci direttamente per discutere un percorso personalizzato ci potete scrivere ad info@centroitalianoveladaltura.it o chiamarmi direttamente al 320 40 93 306, che voi vogliate fare una prima uscita in Mini o vogliate discutere il vostro personale progetto d’altura spero il CIVA possa rappresentare un valido punto di riferimento.