GPI : Ancora Fornaro e Aubrun!

18 aprile, 2017
GPI : Ancora Fornaro e Aubrun!

Si parla spesso del Med come di un mare meteorologicamente instabile e tanto imprevedibile da rendere aleatorio il risultato delle regate d’altura. Le classifiche dell’Arci e del GPI stanno lì a smentire questo assioma: i primi quattro posti della classifiche sono stati appannaggio degli stessi equipaggi e nel medesimo ordine!
Andrea Fornaro ha fatto un bel passo avanti sulla via della sua Transat.
Dopo la solitaria a La Grand Motte si è tolto dalle scatole anche la regata di cat B, vinta anche questa in bella scioltezza. Ancora un piccolo sforzo ed avrà maturato per intero il diritto di essere al via il primo di Ottobre da la Rochelle.
A proposito: il Blog “Tip and Shaft”, gestito dall’ex minista Pierre Yves Lautrou, nel citare i tre soli Proto varati nel 2017 si è scordato di quello del toscano. Andrea sarà certamente in grado di fagli rimangiare con gli interessi la dimenticanza!

Tra i Serie possiamo proprio affermare che Remy Aubrun ha fatto una parte bonapartesca; mai gareggiato in questi mari, arriva e “pim pum pam” ci stampa sul naso la doppietta!
Che dire? Ora tornerà nelle sue brumose acque, dove già debutterà alla Select e non potremo che fare il tifo per lui, almeno per alimentare la presunzione che a batterci sia stato uno di quelli forti.

Non c’è dubbio. Al momento Federico Cuciuc e Francesco Renella, spalleggiato al GPI dal valido socio Roberto Solaroli, sono i migliori specialisti italiani dei Serie.
Le due speculari classifiche di Arci e GPI, non ammettono dubbi in proposito ed è interessante valutare come sono arrivati a questo risultato.
Gli approcci del romano e del genovese sono stati alquanto diversi.
Federico ha sostanzialmente privilegiato uscite frequenti, anche settimanali, tutte di poche ore ma molto intense, mentre Francesco si è sobbarcato il cilicio dei week prolungati sotto la guida di Riccardo Apolloni. Un comune denominatore: molto lavoro sulle barche, svolto con la giusta tempistica che li ha fatti partire su mezzi ben conosciuti ed assolutamente affidabili.

Ritengo che il Consiglio della Classe Mini Italiana nelle prossime settimane avrà di che essere ben impegnato per garantire la continuazione a regimi consoni il calendario 2018.
La concomitanza con le regate spagnole e, a ben vedere, anche con l’ufficiosa Massilia Cup, non ha certo giovato ad una partecipazione degna del blasone del GPI.
Probabilmente il problema non si porrà nel 2018, anno pari in cui in iberia si gareggia in autunno, ma due paroline andranno spese.
Nel contempo i rapporti con i Comitati di Regata andranno meglio articolati in favore dei concorrenti, per evitare la mole insopportabile di DNF che ha rovinato la festa in questa edizione in seguito alla mancata riduzione del percorso.
Non credo che i concorrenti stranieri (i più penalizzati da quanto successo) che riusciremo ancora a convincere a venire a gareggiare in Italia ci concederebberouna terza chance…

Peccato non gustarci il duello tra i due mattatori di cui prima (Fede e Francesco) ed Andrea Pendibene, tradizionale abituè delle gare di Campionato Italiano

Il fatto è che il toscano, più che giustamente, ha deciso di confrontarsi con la realtà atlantica e non poteva iniziare meglio la sua trafila nordica arrivando ottavo su 39 pertenti alla LBS.
Il parterre era da paura. Il vincitore, Le Draulec, era spalleggiato dal suo allenatore Tanguy Leglatin. Al secondo posto un già fortissimo Chedeville era affiancato dal “Figarista” Cloarec ed un’olimpionico di windsurf plurivincitore in Mini e Figarò come Duthill è arrivato terzo.
Bravi Andrea e Giovanna.
Quest’ultima poi ha preso le misure dell’altra Lady di ferro, quella Clarisse Cremer, che da simpatica e gigiona animale da spot che sembrava, si è dimostrata una velista coi controfiocchi, iniziando la stagione come aveva concluso la precedente: mai fuori dai primi 6.

Nei Proto a fare scalpore non è tanto la notizia della vittoria di Lipinsky su 865 (è dal luglio 2015 che non perde una regata!) quanto la beresina del costosissimo 900, inchiodato al quindicesimo posto, ben dentro il gruppo dei Serie. Vento leggero? Prima regata? Mah!
Per intanto assolve benissimo il suo ruolo di Spot per la Classe Mini ma non so quanto ancora possa durare l’incanto.
Tra pochi giorni il primo appello alla Select, ma non credo che nel gruppo di Rucayrol siano tranquillissimi…

I Proto parevano morti, ma ne sono partiti in 21 ed anche nelle prossime regate i numeri saranno ancora quelli o in aumento… non malaccio dai!
Il contraltare (relativo) allo Scow si sta rivelando ancora il Lombard 800, nelle mani di Frederic Denis anche stavolta, come quando vinse la Transat nel 2015.
Ricordiamo che condotto Gahinet, uno dei mister Verne, seppe dare qualche dispiacere anche al 747 di Pedote.
Altro non si vede: la rana 888 di Kostner è arrivata perfino più tardi di Arkena ed al terzo quarto e quinto posto fanno bellissima ma datata mostra i tre gemelli Finot 621, 667 e 618.
Chi scrive ricorda i primi due all’esordio nel primo GPI, quello del 2007. Il primo vinse nelle mani di Erwan Le Roux e sul secondo incantava la “regina” Isabelle Joschke… Che tempi!

Ed ora si entra nel vivo con le solitarie.
A Genova Aeroporto rullano i tamburi sulla seconda edizione della 222 e qualche giorno prima assisteremo all’esordio di Ambrogio Beccaria in una mitica Select che vedrà partire ben 90 solitari.
Preparate i pop corn!

 

 

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