Arci 650: Aubrun vince in Serie, Fornaro in Proto

27 marzo, 2017
Arci 650: Aubrun vince in Serie, Fornaro in Proto

di: Stefano Paltrinieri
Difficile immaginare un quadro più roseo di quello che si è delineato a Talamone.
Il golfo che quando ci entri ti pare di accedere ad un presepe marino, un circolo la cui ubicazione è stata baciata da Nettuno in persona per quanto è bello ed accogliente, le giornate della vigilia soleggiate ma non intristite dalla calura della piatta… mettiamoci un’organizzazione ormai rodata che non ha risparmiato nel rifocillare riccamente gli iscritti ed un’alta pressione che ha messo i concorrenti nel vivo della stagione “en doceur” come dicono i francesi. Che vogliamo di più?
Certo, sarebbe stato bello se le barche fossero state ormeggiate tutte insieme e poi qualche nodo di vento in più non avrebbe guastato… ma l’impianto ha sostanzialmente tenuto.
Sono pochi anni che le calme hanno rovinato un paio di edizioni dell’Arci ,facendo finire fuori tempo massimo gran parte della flotta .
Questa volta il Comitato si è dimostrato reattivo, non esitando ad accorciare il percorso, al punto che solo un’imbarcazione è finita fuori tempo massimo.
I controlli di sicurezza si sono svolti con grande regolarità e rigore, sotto la gestione dei rappresentanti del nuovo Consiglio, che pare aver già preso perfettamente le misure alle esigenze del Circuito Mini.L’edizione del 2017 ci pare rimarchevole anche per altri due interessanti spunti.
Abbiamo apprezzato un numero notevole di debuttanti nella classe, che hanno rinnovato un parterre che si stava dimostrando un pò stantio ed ha fatto molto piacere l’arrivo di ministi dell’Adriatico, chi con la barca al seguito, chi imbarcato come co-skipper e ci piace pensare che questo sia anche il frutto del bel lavoro svolto negli ultimi due anni da Michele Zambelli a Rimini.I vincitori della regata sono stati due, uno reale, l’altro virtuale.
Su quello reale non ci sono dubbi nell’indicare Remi Aubrun ed il suo P3 868.
Quello che è stato velaio e co-skipper di Giancarlo Pedote, al suo debutto in Med ha dimostrato una grande conoscenza dei fondamentali dell’offshore, lasciando sul posto la muta dei locali come neanche un pescatore di Piombino avrebbe saputo fare. Da rivedere sicuramente al GPI!
Il vincitore morale è stato, a mio personalissimo avviso, il Naus di Scalabrin-Polo.
Chi scrive conosce benissimo quella barca, avendoci navigato per sette anni e non ne dimentica la riottosità a ben comportarsi in tutte le andature che non siano larghe e ben ventilate.
I due triestini ne hanno cavato l’essenza, riuscendo a girare la Capraia in seconda posizione assoluta!
Veramente una bella iniezione di ottimismo per gli armatori che volessero entrare nel Circuito senza disporre di barche velocissime.
Forza! Osate e vi potrete divertire….

Andrea Fornaro ha compiuto un’altro passo importante sulla via della sua Transat.
Non dimentichiamo che la barca gli è stata consegnata solo il 27 febbraio e ci pare già un miracolo che sia riuscito a portare a compimento già due regate.
Il tempo lavora per lui e non potrà che migliorare la sua conoscenza della barca e la sua affidabilità. Un’altro da rivedere al GPI tra i protagonisti.

Non sappiamo ancora quanti saranno gli isritti alla regata dello YCI, ma intanto ci godiamo all’Arci un numero di iscritti quasi raddoppiato rispetto al 2016.
Lo stesso trend si è evidenziato alla Mini Golfe, dove non ricordiamo un numero di partenti forte di 19 Mini.
Se il Med non piange, l’Atlantico di certo ride.
Parevano purtroppo ormai superati i tempi in cui ci si accapigliava per meritare un posto in partenza e le lunghe liste di attesa parevano ormai uno sbiadito ricordo.
Quest’anno si è invece tornati agli antichi splendori.
Alla difficile Select partiranno in 90 (!!!) e la lista di attesa alla Mini en May sfiora la trentina di barche.
Alle due regate dovrebbero debuttare finalmente anche degli armatori italiani, Ambrogio Beccaria ed Andrea Pendibene, le nostre punte tra i “Serie” alla Mini Transat. La loro scelta ci pare felice ed indice di un’approccio professionale ed avveduto.

Tra le buone notizie possiamo annoverare anche la parziale rinascita deli prototipi.
Molti di quelli meno nuovi sono stati acquistati da armatori che si erano accorti di non nutrire speranze di poter partire tra i Serie, dato il numero elevato di Skipper già qualificati in quella categoria .
Per di più, e meglio ancora, si stanno costruendo nuove barche, alcune delle quali potremo gustarci dalla prossima stagione.
Mostruoso (per tecnologia e costi) Arkema a parte, notiamo la costruzione sullo stesso stampo di ben 4 nuovi Lombard e interessantissimo sarà il ritorno di Jörg Reichers sui Mini.
Già vincitore di due MAP, quinto ad una Mini Transat, due volte sul podio al GPI, Jörg era uno che si gustava il terzo posto alle Azzorre dei 40 piedi a suon di birre fresche mentre preparatori titolatissimi gli mettevano a punto il Mini 753 per la Transgascogne…
Ad un certo punto, non pago del 40 e del Mini, ha messo gli occhi anche su di un 60 per la Vendée ma, a trattative già avviate il suo sponsor, Mare.De, si è ritirato dall’attività.
Dopo due anni di doloroso stop rientra con caparbietà. La cosa ci riguarda più da vicino di quanto ci si possa immaginare, in quanto ha ordinato una barca gemella a quella di Andrea Fornaro!
Pare che la doterà di foil e che debuterà in Spagna a metà maggio.

Allacciamoci le cinture che ci attendono mesi di sballo agonistico!

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