222: Una solitaria perfetta

8 maggio, 2017 Commenti disabilitati su 222: Una solitaria perfetta
222: Una solitaria perfetta

di: Stefano Paltrinieri

Bellissima la 222!
Di sicuro chi ha avuto il privilegio di correrla avrà tracciato un ricordo indelebile ma anche seguirla sul tracking è stata uno spasso.
Ad ogni livello del gruppo ci siamo gustati duelli feroci e stravolgimenti di fronte ed il contributo delle splendide immagini della partenza ha fatto solo del gran bene all’immagine del nostro sport.
In proiezione futura vedere Andrea Fornaro sgommare non appena il vento ha rinforzato ci ha rinfrancato.
Sideral evidenzia ancora probabilmente qualche peccatuccio di gioventù, lo skipper toscano è stato costretto a partire sotto lo stress della rottura dell’albero sopravvenuta appena due giorni prima della regata, ma il risultato non ammette repliche: il bel disegno di Bertrand fila veloce.
Ancora poche settimane e lo vedremo alle prese con la concorrenza agguerrita dei corridori Atlantici ma credo che Andrea non farà rimpiangere i bei tempi in cui i Proto di Caracci e Pedote davano del filo da torcere a tutti.
Dopo di lui hanno fatto scintille i due Adriatici, compagni di allenamento in quel di Ravenna, Matteo Rusticali e Luca Rossetti.
Il primo si gode la piena maturità agonistica preparando la Mini Transat di Ottobre, il secondo lo ricordiamo solo un anno scarso fa alla Ri-Mini sul Twister noleggiato, ed ora cresce su 342… la stessa fucina di sogni che ha forgiato il Miki nazionale. Bella storia!

Tra i Serie si è ripetuto il canovaccio delle due precedenti regate: uno dei pochi stranieri presenti ha messo d’accordo i migliori dei nostri ma teniamo conto che anche Vedran Kabalin, come del resto Remy Aubrun, non è un signor “nessuno”.
Ha rivoltato il Tip Top di Simone Gesi come un calzino, lo ha potenziato al punto di correre nel 2016 il MiniFastnet in meno di quattro giorni, sedicesimo e primo degli gli appuntiti, tutti i P2 compresi… insomma, perdere da lui non è stato un disonore!

Federico Cuciuc, Francesco Renella, Emanuele Grassi, Davide Lusso.
Sono stati incontestabilmente i più forti italiani nelle regate del nostro Circuito, monopolizzando le prime posizioni in tutte e tre le prove.
Della preparazione autoctona di Federico abbiamo già scritto. Notiamo che gli altri tre sono tutti frutto del centro invernale di allenamento del Marina Genova Aereoporto, coach Riccardo Apolloni.
Emanuele, in particolare, può essere soddisfatto della sua prova.
Candidato alla MiniTransat ha dato il segnale più forte proprio quando serviva: in solitario!
Possiamo dire che sta uscendo alla grande dall’ombra ingombrante della sua compagna, la velisticamente monumentale Susy Beyer, diciamo un pò come ha fatto Attanasio nei confronti di Samantha Davies…

Concluse le tre prove qualificative del Calendario Italiano ci pare sia tempo di bilanci.
Crediamo si possa scivere di chiari e scuri.

GLI SCURI:
Non nascondiamoci dietro un dito, la partecipazione complessiva alla regate non è stata entusaismante e solo all’Arci si è fatto meglio dell’anno scorso.
immagino che a Lorient avranno di che riflettere.
La Petrolera concomitante col GPI ha sottratto dieci potenziali partecipanti spagnoli alla prova regina italiana e, per di più, quattro Mini Francesi hanno corso a Marsiglia una garetta locale.
Anticipare le regate spagnole in primavera mi pare sia stato un disastro per tutti ed i soli tre partenti alla Mare Nostrum credo che convinceranno definitivamente chi stila il calendario che l’esperimento non andrà ripetuto.
Detto delle resposabilità altrui guardiamo a casa nostra.

Spero che nel 2017 un maggior numero di armatori di stanza a Cecina si impegnino nelle Qualificative.
Erano in 4 a Talamone poi sono scomparsi ma credo che la validità tecnica del porto che li ospita e la bravura del loro allenatore Marco Nannini dovrebbe far sperare in un loro maggiore coivolgimento nel 2018.

Al GPI abbiamo sfiorato il disastro.
L’improvvida decisione di non accorciare il percorso, pur nelle “petole”, e di non mantenere una linea di arrivo anche oltre il tempo limite ha rischiato di allontanare dai nostri lidi per sempre i concorrenti stranieri.
Classemini ci ha messo sapientemente una pezza, riconoscendo le miglia qualificative anche ai non arrivati. Fiuuuu!

I CHIARI:
Tra i non numerosissimi partenti abbiamo, per fortuna, riconoscito parecchie facce nuove, anche e soprattutto nella solitaria, e questa è la sola cosa che conta per potere guardare con fiducia al futuro.

L’organizzazione delle tre regate è stata, mediamente, di ottimo livello con un’accoglienza per gli iscritti assolutamente piacevole e con servizi all’altezza.
Lo splendido lavoro di Ernesto Moresino e Monica Alterisio alla 222 si è concretizzato in un successo che ha lasciato a bocca aperta perfino i delegati della Classe Internazionale.

Per la MT2019 si cambia e saranno ben 1500 (ben più che per il Vendee!) le miglia necessarie per qualificarsi.
Si può ben capire come questo possa giocare a vantaggio di un calendario, come quello italiano, che offre centinaia e centinaia di miglia sonanti già all’albore della primavera.

Il livello medio dei concorrenti si è alzato.
Ricordiamo che sono stati ben otto gli skipper iscritti agli allenamenti invernali a Genova, in Adriatico ci si è allenati in gruppo, anche sulla sponda croata ed anche chi ha fatto da solo si è affidato a metodologie più articolate.
Il risultato sono state regate in cui difficilmente si riconoscevano gli equipaggi “materasso” che non era raro riconoscere nel recente passato.
Del resto se vogliamo evitare che il divario coi francesi si dilati a proporzioni imbarazzanti non c’è altra strada: allenarsi!

Il trittico della qualificative lascia ora il posto alle regate che, pur non fregiandosi di tale definizione, sono comunque valide per l’assegnazione del titolo italiano.
Ai primi di Giugno la nuova 151, concomiterà con l’altrettanto fresco di vernice Trofeo Bianchetti e solo due settimane dopo la Giraglia chiuderà definitivamente i giochi in Med.

Tra pochi giorni infine si riparte in Atlantico con la Mini en May, come dire una Select ed un MAP tutti di fila, per 500 sfibranti miglia in solitario.
Forza Ambrogio!
Alla prossima, e ne avremo…

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