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21.12.05
Salviamo il perduto "Spirito Mini"
di: Ettore Dottori
Cari Amici Ministi,
Dopo la partecipazione di Beppe e Gianluca alla riunione della Classe Francese, mi è venuto "er coccolone" come si dice a Roma..
Innanzi tutto, ringrazio di cuore Beppe e Gianluca che sono andati a Parigi... e credetemi... avendolo fatto negli anni passati so che è una vera e propria odissea. Senza contare, che spesso ci si ritrova completamente spaesati in un contesto rappresentato ormai da una mentalità sempre più professionale quale è diventata la Classe Mini Francese.
Segno dei tempi sicuramente... gestire regate in Oceano, e una flotta di centinaia di barche, oggi, richiede una organizzazione senza troppi punti deboli... dove lo Spirito Mini purtroppo viene spesso dimenticato.
La notizia di cui Beppe ci ha informati, e cioè che i mitici Coco, siano stati di fatto esclusi dalle regate per "raggiunti limiti di età" è la riprova che anche i Francesi hanno seri problemi, e fanno fatica come noi, nel nostro piccolo, a mantenere vivo quello spirito che in fondo, (è un mio pensiero), non gli è mai appartenuto, visto che fin dall'inizio, fu un inglese a inventare la Minitransat.
Con questo non voglio dire che la Classe Francese sia stata scorretta nei confronti di quanti, e sono centinaia, hanno apprezzato le qualità marine e non solo dei Coco, ma invocando la scusa di una evoluzione tecnologica, ricadono nella stessa malsana mentalità, a cui Bob Salomon, inventore della Minitransat, si ribellò, restituendo un profondo senso di libertà, a tutti coloro che pur non essendo miliardari desideravano attraversare l'Oceano.
Oggi, tutto questo non è più possibile, ed è deprimente.
Credo che sia doveroso per la Classe Italiana, riappropriarsi di questo spirito.
A differenza dei Francesi, noi possiamo ancora farlo.
Propongo quindi che i Coco in Italia, siano ancora barche di riferimento, indipendentemente dai rapporti che avremo in futuro con la Classe Francese. Per tutti coloro che vogliono ancora navigare sui Coco, la Classe Mini 6.50 Italia, deve tutelare non solo la memoria storica di queste imbarcazioni, ma anche lo spirito per cui i Mini sono nati. Lasciando, a chi lo desideri la libertà di apportare le modifiche necessarie per realizzare il sogno di una Transat, o semplicemente di partecipare alle regate che in futuro si svolgeranno fuori dai nostri confini.
Occorre che il nostro esempio possa essere di stimolo a tutti coloro che, possedendo un Coco, vogliano continuare ad amare questa barca cosi come Philippe Harlè l'ha concepita, e che ha fatto la storia della Minitransat.
Evolvere è una necessità, dimenticare è un delitto.
La creazione di una associazione, nazionale o internazionale che raggruppi tutti gli armatori dei Coco, credo che non sia da escludere, e se la Classe Mini 6.50 Italia, si fa portavoce di questa iniziativa, non può che essere una cosa buona e giusta. Ma è un lavoro audace e lungo che la Classe da sola non può sostenere, per questo lancio un appello a tutti coloro che posseggono un Coco e vogliono battersi fattivamente per difendere la loro lunga storia.
In risposta ad una mail di Federico Pogliano, che giustamente mi faceva notare che le nuove direttive di legge ci tutelano e che quindi, da un punto di vista legale i Mini, e i natanti in generale sono ammessi a prendere parte alle manifestazioni sportive, confermo che tutto cio' è vero, Ma vorrei ricordare però a Federico, che siamo in Italia... e a fronte di ogni nuova normativa che deve essere applicata, a volte passano anni prima che questa sia"digerita" dal nostro apparato burocratico.
Nel caso che ci riguarda, e cioè la navigazione lontano dalle coste, sono le Capitanerie che in base alle nuove direttive devono dare il consenso ai Comitati di Regata che propongono la nostra Classe nelle loro manifestazioni.
Credetemi... oggi, allo stato attuale, nessun Ammiraglio è pronto a mettere la mano sul fuoco e a dare le autorizzazioni necessarie
garantendo che se succede qualcosa a un natante in mezzo al mare, questi comitati non sono responsabili... nonostante, come dice Federico, la legge ci tuteli.
E' per questo motivo che occorre fare breccia, e fare tutto il possibile per accelerare questo processo di informazione a tutti i livelli. Grazie comunque delle tue segnalazioni Federico... mi auguro che continuerai a darci una mano ad avere sempre di più le idee chiare.
Una nota positiva in questo fine 2005, c'è... e viene da una storia che ci riporta indietro di qualche anno.
Minitransat del 1999... C'erano molti Italiani in quella edizione, e uno solo di noi, il compianto amico Roberto Varinelli, riuscì a terminare quella che fu una delle edizioni più difficili nella storia della Minitransat.
In quell'anno, molti Mini andarono alla deriva nel Golfo di Guascogna, dopo che i loro skipper erano stati fortunatamente salvati. Alcune di queste barche pero' non andarono perse ma furono recuperate dai pescatori del posto: tra queste, Duchessa, di Stefano Paltrinieri.
Oggi a distanza di 6 anni, Duchessa è tornata in acqua, grazie alla passione e alla perseveranza di Alessandra Montuschi.
Stefano gli dette la possibilità di recuperare la barca che giaceva miserabilmente ridotta lungo le banchine di Ribadeo, paesino costiero di pescatori vicino a la Coruña, in Spagna.
Alessandra riuscì a riportarla in Italia, e da allora con tutte le difficoltà di chi nella vita non ha la fortuna di possedere nulla se non la propria forza e il proprio coraggio, ha cominciato una meticolosa opera di recupero e Duchessa, come una Fenice, è rinata.
Grazie Ale, sei un esempio per tutti noi... ti auguriamo di trovare ancora in questa tua nuova avventura la forza di vincere non solo l'Oceano, ma anche tutte le avversità che incontrerai... e di realizzare fino in fondo il tuo sogno.
In conclusione, nonostante le difficoltà che la nostra Classe vive, credo che sia indispensabile una coesione non solo di intenti, ma di fatti, come dice il nostro amico Beppe.
Il nostro primo appuntamento del 2006, sarà la Regata dei Cetacei... un occasione per noi di provare che la Classe Mini 6.50 Italia è viva più che mai, e che il suo spirito non è morto. Dobbiamo esserci... con i Coco, con i Tè Salt, con i Naus, con i Twister, i Pogo, e con tutti quei prototipi che in Italia esistono... anche con le bagnarole se necessario.. ma dobbiamo esserci, è uno sforzo, una dimostrazione di orgoglio che vi chiedo, perché dobbiamo smetterla di frignare, di fare calcoli e conti.
Quando tocca andà, tocca andà aveva scritto una volta un mio amico all'interno del mio Mini prima di una Transat, e questa frase risuona nella mia mente ogni volta che tra incertezza e speranza vivo l'incubo di non farcela.
Sostenete questa mentalità, non solo per navigare, ma nella vita... e vedrete che ogni sogno prima o poi diventerà realtà.
E' il mio sincero augurio a tutti Voi amici, per l'anno che sta arrivando.
Un saluto sincero e grazie per l'attenzione.
Ettore dottori
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